Cause di forza maggiore ci hanno impedito di goderci l’intera settimana; esperienza molto consigliata per gli amanti del bere miscelato. Molti i masterclass e bar aderenti all’iniziativa, a numero chiuso e da segnarsi con largo anticipo i primi, e controllare le chiusure per i secondi.

Il locale di cui qui volevamo fare particolare menzione è il Rasputin Bar, che, cavalcando l’onda dei secret bar, è il primo speakeasy aperto a Firenze.

Ci si arriva dopo una rilassante passeggiata tra le viuzze attorno alla Basilica di Santo Spitrito, il campanello intitolato a Grigorij Efimovič Rasputin vi darà la certezza di aver raggiunto la vostra destinazione; a quel punto non resta che suonare e farsi accompagnare in una caratteristica taverna sotterranea.

Devo ammetterlo, la mia claustrofobia ha fatto capolino, ma ci è voluto poco per sentirmi di nuovo a mio agio; l’ambiente è accogliente, riscaldato dal lume di rosse candele che spiccano su vistosi candelabri, arredamento d’antiquariato, quadri suggestivi in cornici dorate, pareti rosso sangue e un teschio di cavallo che spicca su una parete centrale della sala. Molto più Transilvania che Siberia, ed è così che ci piace!

Abbiamo avuto il piacere di sederci ad un tavolone in legno conviviale, esperienza apprezzatissima e negli ultimi anni purtroppo molto poco diffusa.

Cocktail list con ingredienti ricercati e selezionati, prodotti d’eccellenza e molta cura per il particolare; punta di diamante il Miss Ada Landor, una pefetta miscela di mezcal, caffè, Punt e Mes, bitter e velluto di Pimento, dal risultato eccezionale, che perdura in gusto e memoria.

Buffo l’accostamento di un mistico russo come Grigorij ad un’era proibizionistica espressamente americana: che sia il tiepido superamento di questa lunga guerra fredda?

Beviamoci sopra! Al Rasputin cocktail bar..